Un bicchiere di vino a cena non compare quasi mai in un diario alimentare. Non è malafede: è che un liquido non somiglia a un pasto. Annotiamo quello che mastichiamo e dimentichiamo quello che beviamo. L'alcol vive in questo angolo cieco, e agisce in modo discreto più che spettacolare.
Perché passa inosservato
Un alimento un po' ricco si fa sentire: lo percepisci, rallenti, mangi un po' meno dopo. L'alcol non manda questo segnale. Gli studi sull'appetito mostrano che non riduciamo spontaneamente quello che mangiamo per tenere conto di quello che abbiamo bevuto. L'energia del bicchiere non sostituisce nulla, si aggiunge.
E dato che accompagna spesso un momento rilassato, con qualcosa da sgranocchiare a portata di mano, l'aperitivo tende ad aprire l'appetito invece di calmarlo. Niente di sorprendente: è esattamente quello per cui esiste.
Il corpo se ne occupa per primo
L'organismo tratta l'alcol prima di ogni altra cosa, perché non sa metterlo da parte. Nel frattempo l'utilizzo dei grassi rallenta in modo netto, come hanno mostrato le misurazioni in camera calorimetrica pubblicate sul New England Journal of Medicine.
Non è una catastrofe e non è irreversibile. È semplicemente una pausa in un processo che poi riprende. Ma se la pausa torna ogni sera, finisce per pesare nel bilancio della settimana.
E la notte che segue
L'alcol aiuta ad addormentarsi, è vero, ed è spesso proprio per questo che la sera attira. In compenso la seconda metà della notte diventa più frammentata. Si dorme peggio di quanto si creda, e il giorno dopo se ne accorge: un po' più di fame, un po' meno voglia di muoversi, scelte alimentari più rapide. Niente di drammatico preso singolarmente.
Qualche spunto, senza eliminare nulla
- Annotarlo, semplicemente. Non per giudicarsi, solo perché la cifra smetta di essere invisibile.
- Guardare la misura del bicchiere più che il tipo di bevanda. Un bicchiere versato con generosità a volte ne vale due.
- Tenere il bicchiere per i momenti che contano invece che per l'abitudine del martedì sera. Spesso è lì che si trova il margine più facile.
- Anticipare l'ultimo bicchiere nella serata: basta spesso a ritrovare una seconda metà di notte migliore.
- Prevedere qualcosa di saziante da sgranocchiare con l'aperitivo, invece di contare sulla forza di volontà alle otto di sera.
- Giorni senza, quando capita. Le indicazioni di consumo a minor rischio pubblicate in diversi paesi vanno in questa direzione: non più di 10 bicchieri a settimana, non più di 2 al giorno, e giorni senza consumo.
- Parlarne con un medico se ridurre risulta più difficile del previsto, o in caso di terapia in corso, gravidanza o problemi epatici.
Da ricordare
L'alcol non è un nemico da eliminare, e nessuno ha mandato all'aria una dieta per un bicchiere di vino. Ha semplicemente la particolarità di non comparire mai nei conti, pur pesando un po' sugli apporti, un po' sull'appetito e un po' sulla notte. Saperlo basta spesso per aggiustare il tiro senza privarsi di granché.
Fonti
- Kwok A. et al., Effect of alcohol consumption on food energy intake: a systematic review and meta-analysis, British Journal of Nutrition, 2019: https://www.cambridge.org/core/journals/british-journal-of-nutrition/article/effect-of-alcohol-consumption-on-food-energy-intake-a-systematic-review-and-metaanalysis/2F9AB5C64A86329EB9E817ADAEC3D88C
- Yeomans M.R., Effects of alcohol on food and energy intake in human subjects, Br J Nutr 2004: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15384320/
- Suter P.M., Schutz Y. & Jéquier E., The Effect of Ethanol on Fat Storage in Healthy Subjects, N Engl J Med 1992: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/1545851/
- Ebrahim I.O. et al., Alcohol and Sleep I: Effects on Normal Sleep, Alcohol Clin Exp Res 2013: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/acer.12006
- Santé publique France, indicazioni di consumo a minor rischio: https://www.santepubliquefrance.fr/presse/alcool-et-sante-ameliorer-les-connaissances-et-reduire-les-risques
